homepage bacheca, amici e ora... su di me pagina free scrivimi - mail 1 mi hanno scritto 1 Ezio Santiago2008 2 Ezio Santiago2008 3 Ezio Santiago2008 4 Ezio Santiago2008 5 Ezio Santiago2008 6 Ezio Santiago2008 7 Ezio Santiago2008 8 Ezio Santiago2008 1 diario Santiago2007 2 diario Santiago2007 3 diario Santiago2007 4 diario Santiago2007 5 diario Santiago2007 6 diario Santiago2007 7 diario Santiago2007 8 diario Santiago2007 pg 1 su di me pg 2 su di me pg 1 visiva 1 Bangla 2010 2 Bangla 2010 3 Bangla 2010 4 Bangla 2010 5 Bangla 2010 6 Bangla 2010 7 Bangla 2010 8 bangla video 2010 1 camm.nord 2009 1 bangla 2011 2 bangla 2011 3 bangla 2011 4 bangla 2011 5 bangla video 2011 

2 bangla 2011

il figlio, poi torna a trasportare terra. Questa e’ la giornata di questo bimbo: attendere la mamma che ogni tanto lo muove.Padre Sergio chiede il consenso ai genitori per portare il bimbo in qualche comunita’ per dargli una vita con un minimo di dignita’. Avuto il consenso, comincia a bussare a diverse porte ma nessuna si apre, arriva alla Rishilpi, lo incontro lungo il viale, solite presentazioni e racconta questa storia. Che fare? Enzo e Laura della Rishilpi aprono la loro porta (veramente e’ sempre aperta, specialmente per i disabili).Il viaggio di padre Sergio con il bimbo, dal villaggio alla Rishilpi e’ stata un’avventura. Partono in moto, il ragazzino seduto a lato (non riesce a stare a cavalcioni, le gambe sono bloccate), semi legato al torace di Sergio, attraversa la foresta, spinge la moto, attraversa un fiume imbarcando la moto e portando il bimbo a spalle, il caldo-umido e’ bestiale e finalmente arriva. Li abbiamo accolti con grande festa.Come Uggiol l’anno scorso, portato da padre Giacomo, la storia si ripete.Ora e’ la volta di Rubin. Rubin bimbo della foresta viene “adottato/mantenuto” da un gruppo di amici, alcuni anche pellegrini, che mi sostengono in questa cordata di aiuto verso i piu’ diseredati della terra. Rubin verra’ inserito a scuola, sara’ sottoposto ad una riabilitazione fisioterapica e avra’ tutto l’occorrente per vivere una dignita’ da ragazzino.Se al mattino ti inoltri nelle stradine della Rishilpi e incontri due ragazzini sulle sedie a rotelle, sereni e sorridenti, incontri Uggiol e Rubin che vanno a scuola.Dal Bangladesh dove la vita rinasce anche dopo il tramonto.

Manuela:Ezioooooooooooooooooooooo Manu

Fede in volo:Caro Ezio, Mi vengono i brividi, mi viene da piangere, eppure nell’anima dei tuoi racconti, che rapiscono il pensiero e lo portano là, c’è speranza e amore. Grazie. Continua a scrivere. Ce n'è tanto bisogno. Un abbraccio e un pensiero ai bimbi di Rishilpi e oltre. Federica

Edo:Grazie Ezio per queste tue testimonianze,leggerti è come esserci, anche se la realtà non si riesce a descriverla.Un abbraccio forte forteEdo

luanma:hola Eziospero che tu possa udire il religioso silenzio, commosso da tanto Amore...buon cammino, portatori di speranza, buon camino portatori di gioia e di futuro; buon cammino testimoni di Cristo Risorto...buon camino pellegrini...utreya

guido e cri:continua a scrivere, ezio.continua a regalarci dolore, amore, speranza.continua a scrivere.perchè il tuo cammino diventiil nostro cammino.siamo con te.col cuore e con la preghiera.un abbraccio.cri e guido

Ezio:6 marzo 2011 – Coto e Omit.I tramonti ai margini della foresta sono di un rosso/giallo infuocato, il sole grandissimo cala dietro piante di cocco e bambu’. All’interno nel silenzio, i villaggi, agglomerati di fango e paglia. In uno di questi nasce Coto, una bimba sana e con un problema: e’ di famiglia povera. La bimba pertanto e’ malnutrita, non ha la culla, il suo lettino e’ la nuda terra, dura e umida. In breve tempo si ammala, diventa rachitica e per un’artrite reumatoide mani e gambe si deformano.Viene portata alla Rishilpi gia’ grandicella, scheletrica e con gli arti bloccati. S’inizia la fisioterapia, viene inserita a scuola, impara un lavoro ed ora e’ una ragazza che riesce piano, piano a camminare e gestirsi.Con le sue dita scheletriche e storte dipinge disegni su legno nel laboratorio di falegnameria. E’ anche brava! E’ una dei tanti disabili che vivono e lavorano all’interno della missione.Potrebbe essere felice, pero’ non e’ cosi’.Coto ha una sorella sposata e un nipotino, Omit. La sorella l’anno scorso muore e il papa’ di Omit si risposa. Ora il bimbo ha una nuova mamma ma dopo pochi mesi muore anche il papa’ e Omit rimane di nuovo solo, la mamma poverissima non riesce a mantenerlo.Coto nonostante i suoi problemi di salute e handicap chiede di poter prendere il nipote con se’.Ora Omit vive alla Rishilpi con la zia-mamma, e’ un bimbo felice e vispo, ha sette anni, frequenta la primaria, e’ intelligente ed e’ bello incontrarlo al mattino con camicia a quadretti azzurra e cravatta blu che va a scuola.Gli e’ stato ridato la vita e la dignita’ di vivere come un bambino.Ogni giorno mi cerca e nonostante le nostre lingue non s’incontrano riusciamo a comprenderci. “Ezio dammi un cinque”, e il palmo delle nostre mani s’incontrano, (in breve tempo il mio “cinque” e’ diventato il saluto di tutti). Omit, e’ contento, mi abbraccia le gambe e leggo soddisfazione nei suoi occhi.Omit e’ uno dei miei tanti bambini da adottare a distanza.Dal Bangladesh, dove un sorriso e una carezza valgono una fortuna.

Ale e Chiara:Ciao Ezio, finalmente ti scriviamo. Non avrai mica pensato che ci siamo dimenticati di te? Come l'anno scorso, anche oggi abbiamo letto i tuoi scritti e la commozione ha preso il sopravvento. Noi stiamo bene, il viaggio è andato bene e i preparativi per il grande giorno continuano, siamo felici. Tu ci manchi molto. ti abbracciamo forte. Chiara e Alessandro

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