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2 diario Santiago2007

8 Agosto 2007 - seconda tappa: Foncebadòn - Ponferrada (km. 27)

7 Agosto 2007 - prima tappa: Astorga - Foncebadòn (km. 27)

(dal diario di Biagio) ........ Lasciamo Astorga alle prime ore del mattino, sotto un cielo stellato. Alla fioca luce delle nostre pile c’incamminiamo verso le montagne del Leon. E’ nella tappa odierna e in quella di domani, che si toccano le quote più alte del cammino (la Cruz de Hierro1504 m.) e ci immergiamo in momenti di vita di un tempo che fu: Santa Catalina de Somoza, El Ganso, Rabanal del Camino, Foncebadon; paesini caratteristici, esistenti tra queste montagne, che sarebbero scomparsi se non ci fossero stati i pellegrini a percorrere le loro strette e ripide vie. (dal diario di don Piero) ........ Ormai si fa sul serio, si cammina. Siamo partiti alle 6.50, abbiamo percorso un tratto pianeggiante, zaino in spalla; ci guida una freccia gialla, disegnata nei posti più indicativi. L’orizzonte è vasto e lontano: c’è davvero tanto da camminare! La prima esperienza simpatica è quella di

fermarci in in ogni chiesetta per farci apporre il “sello” nella nostra “Credencial” ........ Molta gente lungo il Camino, quasi una processione; strada asfaltata e strada rossa, segnata da alberelli oppure da muretti. Tutti la stessa meta: Santiago; tutti lo stesso spirito di entusiasmo, in un clima di serenità e di allegria ........ La gente ci guarda ma non è curiosa, perché tutti i giorni vede passare tante persone con lo zaino in spalla. ........ Ci fermiamo dopo oltre otto chilometri per la lettura del tema di oggi e le prime riflessioni ........ riprendendo il Camino ognuno cercherà di approfondire l’argomento; poi se ne riparlerà alla sera, prima di andare a letto, in un momento di condivisione e di preghiera ........ ci fermiamo per una sosta più lunga, per riposarci ed anche per il panino del pranzo ........ decidiamo di proseguire per altri sei chilometri, fino a Foncebadon ........ qui troviamo un albergue con una stanza tutta per noi (sei letti a casello) sembra una serata da campeggio e noi ritornati tutti ragazzini!. E’ un paesino medievale e interamente distrutto.

Pensiamo alla doccia, al lavaggio della biancheria, e a un supplemento di passeggiata perché il panorama è davvero bello quassù. Tra gli edifici riparati c’è anche la chiesina: per metà chiesa e per metà rifugio ........ La notte scende sulle stanche membra. Tutti dormono; c’è chi russa, chi va al bagno, chi cade dal letto, chi ride forte ........ Tra tutto il resto, ci stiamo divertendo anche! (dal diario di Tarcisio) ........ si capisce che siamo dei novizi: qualche difficoltà a rimettere a posto le cose nei nostri zaini. Controllo più di una volta di non aver dimenticato niente. Il percorso è affrontato con molto entusiasmo, molta gente davanti e dietro di noi, i ciclisti ci passano a fianco e ci augurano un buon cammino. I chilometri passano senza accorgerci, la gamba è ottima, mentre la schiena, un po’ meno ........ Si decide di continuare ........ L’ultimo tratto è abbastanza impegnativo. Camminiamo su un sentiero tipico di montagna; questo tratto di cammino ci faciliterà il percorso di domani quando andremo alla Cruz de Hierro ........ L’ambiente occupato solo da noi ci fa sperare in un concerto notturno in tono minore, con possibilità di dormire: è il sogno di tutti.

(dal diario di don Piero) ........ è freddo a questa altitudine ........ Nel buio della camera e allo sfavillare delle torce si fanno gli ultimi preparativi, si stringono gli zaini, ci si preoccupa di prendere veramente tutto. Usciamo: è davvero buio e le stelle brillano come non mai sulle nostre teste. Il paesino è quasi spettrale se non fosse per tutti quei pellegrini che, come noi, si apprestano a partire ........ Si arriva abbastanza presto al valico con la famosa Cruz de Hierro sul monte Ivago. Qui ci fermiamo a portare la nostra pietra ai piedi della Croce. Una volta le pietre erano tirate come segno di distacco dal peccato (si buttano via i peccati); oggi la deposizione è segno del ricordo caro e affettuoso di tutte le persone care e delle intenzioni che portiamo nel nostro pellegrinaggio ........ insieme cantiamo “Ti ringrazio, o mio Signore!”(dal diario di Tarcisio) ........ è ancora buio, il cammino in queste condizioni è affascinante, il giorno che sale pian piano mette un’emozione che solo a viverla si può goderla nella sua grande felicità ed è difficile spiegarla. Le prime luci dell’alba rendono la Cruz de Hierro immensa per il suo valore simbolico per noi pellegrini; dentro di me la sento come un primo traguardo del mio percorso spirituale fatto con altri amici. L’emozione si vede in tutti noi.

Foncebadòn

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