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(dal diario di don Piero) ........ Ci sistemiamo in uno stanzone con una tenda al posto della porta ........ visitiamo la città con tre bellissime chiese, celebriamo Messa nella chiesa accanto al rifugio. Cena nella piazza e finalmente a dormire. Il sottoscritto vive nella notte un breve fenomeno di aritmia, che con la vicinanza degli amici e le cure del Centro medico locale si è risolto subito. Nella circostanza ho potuto incontrare l’infermiera, una donna dolcissima e dallo spirito della vera accoglienza con il cuore. Il coro di tutti è chiaro: “Tu domani ti riposi” ........ Ho deciso di obbedire, ma in cuore avevo un velo di amarezza, perché camminare lo sento come un bisogno ........ in questa ricerca di affidamento e di essenzialità, alla quale mi sentivo indirizzato. Ma forse questi messaggi li potevo vivere ugualmente anche nella nuova direzione che le circostanze e le preoccupazioni degli amici m’indicavano ........

(dal diario di Tarcisio) ........ decidiamo di andare a letto; fuori degli ospiti si divertono ancora a suonare: fosse almeno una ninna nanna!! ........ durante la notte vengo svegliato dalla signora dell’ostello, che chiede con urgenza un cellulare. Mi riferisce che c’è una persona che soffre di tachicardia: cerco con lei di capire a chi telefonare per cercare un medico ........ e guardando, troviamo il 112 ........ La signora spiega la situazione ........ Mentre lei dà indicazioni sul posto da raggiungere guardo all’interno dell’infermeria ........ e con grande stupore vedo don Piero steso nel letto ........ Un’attimo di smarrimento mi assale e incomincio a sudare ........ arriviamo a un punto di guardia medica del paese a pochi minuti di strada, dove don Piero è sottoposto a un’accurata visita ........ Pur non conoscendo la lingua, riesco a farmi capire e mentre aspetto con molta ansia, sento che il dottore pronuncia: “negativo”, così capisco che la situazione non è grave. Sicuramente il cammino del giorno prima ha lasciato fatica e stress.

(dal diario di don Piero) ........ Si riprende a camminare verso Cacabelos ........ il caldo si fa sentire ed anche la stanchezza. Camminiamo circondati da tanti filari di viti: già, questa è la zona del Bierzo, vino famoso! Ci piace anche il saliscendi del Camino in questo tratto, ma logora le forze ........ (dal diario di Tarcisio) ........ arriviamo all’Ostello, facciamo la doccia e ingoiamo i panini; un breve riposo e siamo più freschi di prima. Come al solito dobbiamo lavare i nostri indumenti, zuppi di sudore e polvere ........ La giornata è bella e assolata; approfitto per mettere i piedi in una bacinella e prendere un po’ di sole ........ dopo un cammino impegnativo, a dirla in breve, siamo tutti abbastanza stanchi.

il sudore, i massaggi ai piedi, l’intestino che non risponde…….…. In compagnia si sopporta meglio la fatica, ci si aiuta nei momenti di difficoltà o di avvilimento, si ride insieme, si scherza. Allora, giorno dopo giorno, scopro le mille doti dei miei compagni di viaggio: Gigi, “il templare”, che offre il suo aiuto e si sacrifica per il bene di noi pellegrini - don Piero, “l’Angelo custode” di tutti noi, e non solo - Tarcisio, “l’indomito”, che non dà mai segno di stanchezza - Pietro Paolo, “il riflessivo”, poche parole ma buone e al momento giusto - Maria Teresa, “l’appagata”, che gode e prova piacere per tutto - Daniele, “il gioioso”, che mostra sempre il suo splendido sorriso, - Ezio, “il tenero”, che non disdegna di nascondere la sua commozione - Paola, “la felice”, e la vedi subito dai suoi occhi raggianti - Giorgio, “il tempista”, pronto ad interviene al momento giusto per fissare l’avvenimento sulla macchina fotografica - Aldo, “il forte”, che non si rassegna facilmente per il dolore ai piedi - Tom, “l’estroso”, che con le sue battute ilari ed il suo volto allegro infonde buon umore a tutti. La mente e il cuore mi richiamano altri nomi, altri amici a me cari che non sono qui con me, ai quali il Signore ha riservato un altro cammino; compagni di altre avventure, veri fratelli di cui sento la presenza ad ogni passo. Mi sento inerme, con la voglia di piangere.

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