homepage bacheca, amici e ora... su di me pagina free scrivimi - mail 1 mi hanno scritto 1 Ezio Santiago2008 2 Ezio Santiago2008 3 Ezio Santiago2008 4 Ezio Santiago2008 5 Ezio Santiago2008 6 Ezio Santiago2008 7 Ezio Santiago2008 8 Ezio Santiago2008 1 diario Santiago2007 2 diario Santiago2007 3 diario Santiago2007 4 diario Santiago2007 5 diario Santiago2007 6 diario Santiago2007 7 diario Santiago2007 8 diario Santiago2007 pg 1 su di me pg 2 su di me pg 1 visiva 1 Bangla 2010 2 Bangla 2010 3 Bangla 2010 4 Bangla 2010 5 Bangla 2010 6 Bangla 2010 7 Bangla 2010 8 bangla video 2010 1 camm.nord 2009 1 bangla 2011 2 bangla 2011 3 bangla 2011 4 bangla 2011 5 bangla video 2011 

7 Bangla 2010

Dany:Stare con gli ultimi significa lasciarsi coinvolgere dalla loro vita. Prendere la polvere sollevata dai loro passi. Guardare le cose dalla loro parte. (Tonino Bello)dura realtà ezio, ma credo che molto vera sia questa affermazione di Tonino Bello)

Ezio: 13 marzo 2010. Per capire .... 160.000.000 di persone vivono in una superficie grande come il centro-nord Italia, il clima e’ sub-tropicale con una umidita’ che a dicembre parte con il 35% e a luglio arriva al 99%. Nel periodo estivo arrivano i monsoni, piove continuamente per mesi interi e se arriva il ciclone tutto viene spazzato via, come nei villaggi dei munda dove c’e’ la missione di padre Luigi a pochi km da Shatkira. Il ciclone Aila in una notte ha spazzato via tutto e 500 munda sono morti. Non ci sono risorse economiche, solo risaie e juta grezza. Si vive alla giornata. Nelle strade polverose, giorno e notte centinaia di persone, scalzi, seminudi, camminano continuamente, un continuo esodo, sembrano zombi, ancora non ho capito dove vanno. Questo paese, ultimo del pianeta terra, si chiama Bangladesh. La famiglia e’ formata da tanti figli. Molte donne partoriscono anche 10 figli e piu’ e a 40 anni sono vecchie. Se si partorisce un disabile viene abbandonato o servira’ per mendicare. E’ alta la percentuale dei disabili, soprattutto per mancanza di levatrici, cioe’ per l’incapacita’ a farli nascere. La disgrazia piu’ grande e’ quando nasce femmina. Il padre non la vuole nemmeno vedere e la madre gira la testa dall’altra parte. Questa sara’ un peso per la famiglia, si dovra’ sposare, farle la dote che sara’ a richiesta dal futuro marito: capre, mucche, oro ecc. Molti genitori per ovviare a questa disgrazia le vendono giovanissime, a 11, 13 anni.Minot, 12 anni, qui alla Rishilpi frequentava la quinta elementare, e’ stata venduta dal padre e sposata a un vecchio di un vicino villaggio. Lei presa dalla disperazione ha inghiottito un barattolo di veleno per topi. E’ morta.Jasmin frequentava il secondo anno delle superiori, 16 anni, si era innamorata, corrisposta, di un coetaneo, ma i genitori l’avevano gia’ destinata. Jasmin non accettava l’idea di essere venduta. Un mattino, Laura, dalla propria finestra vede persone che si agitano sotto un albero. Corre a vedere, Jasmin si e’ impiccata nel grande albero di mango. Laura tenta di rianimarla, inutile, ormai e’ morta. Dalla sua tasca spunta un foglietto. Jasmin prima di impiccarsi ha scritto: “Nessuno e’ responsabile della mia morte. E’ l’unico atto libero che ho fatto nella mia vita”.Dal Bangladesh..... senza parole.....

Ezio:16 marzo 2010.Ci sarebbero tante storie da raccontare, ormai sono 40 giorni che sono in Bangladesh, a fine settimana riprendo il cammino di casa. Nel congedarmi vi ringrazio per avermi ascoltato (ci vedremo a Badia), vorrei chiudere questo post con uno scritto di Laura:“Il Bangladesh e’ un paese segnato da grandi poverta’; la poverta’ economica, quella sanitaria, quella culturale, quella sociale data dalla disgregazione delle famiglie, quella religiosa, data dalla mancanza di dialogo tra le grandi religioni.Quindi che fare? Costruire un impero piu’ forte di quello dei ricchi che opprimono l’80% dei poveri? No.... Noi della Rishilpi abbiamo fatto la scelta della famiglia, tentando di realizzare una piccola famiglia sociale che e’ diventata una “grande” famiglia, con tanti genitori, figli.....Abbiamo scelto di coinvolgere i genitori disoccupati, non in grado di provvedere ai loro figli. Abbiamo scelto i malati, abbiamo scelto gli handicappati, insegnando loro ad usare le mani per lavorare se non avevano le gambe, ad usare la testa se erano paralizzati e cosi’ via. Per la famiglia di Rishilpi abbiamo privilegiato i frammenti di famiglie tagliati fuori dal nucleo di origine. Qui tutti loro hanno avuto l’opportunita’ di ricominciare assieme. A chi non avrebbe mai potuto sognare di andare a scuola, questa famiglia ha offerto un’istruzione per un futuro diverso.Questa famiglia ha figlie e figli di caste e religioni diverse, per imparare che in famiglia le differenze di ciascuno non possono dividere. Qui, gli adulti devono poter lavorare, i malati devono avere cure sufficienti, i bambini devono poter andare a scuola, gli handicappati devono aver accesso a scuola e al lavoro come tutti gli altri. E tutti devono avere tanti fratelli e sorelle che possono prestare loro le gambe e le braccia ed essere disponibili a dare il sangue e, se e’ necessario, una parte del loro cuore.Si tratta di un’utopia, con l’impressione che sia gia’ un fatto, un sogno realizzato, anche se non ancora finito”.Questa e’ la realta’ della Rishilpi.Uggiol, dalla sua sedia a rotelle: “Vuoi rimanere qui o tornare a casa?”, “qui”, “perche?”, “Perche’ mi mandate a scuola e mi volete bene!!”Pinocchio ha 13 anni, vuole i pantaloni lunghi e anche la camicia. “Ma perche’?” domandiamo, fa caldo, “No, io sento sempre freddo!”, In realta’ vuol nascondere i suoi arti rattrapiti. “Pinocchio, vuoi tornare a casa dai tuoi genitori?”, “No, perche’ loro, non mi amano!!”.Kamona, nata disabile, non cammina, e’ stata abbandonata appena nata. Alla Rishilpi, ha studiato e’ lavora. Ora e’ sposata e ha una bimba di quattro mesi. Tutte le mattine con la sua sedia a rotelle porta la bimba all’asilo della Rishilpi. Mi ha detto: “Ora anche mio marito lavora, sono felice!”.Questa e’ la realta’ della Rishilpi. Quando sono arrivato avevo la mente in subbuglio, ora mi sembra di capire, il cammino e’ ancora lungo. Domani (magari a Badia) parleremo ancora. Vi raccontero’ di .....Dal Bangladesh, soffermiamoci un attimo a pensare.

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