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e ora... su di me

e ora qualcosa di me ...

Senza tante biografie, per l'ospite che mi fa visita, sono presente in diverse antologie poetiche e mi sono stati attribuiti premi e segnalazioni in concorsi nazionali.di me hanno scritto:… per la carica di violenza morale e per la esasperata sensibilità con cui viene espressa la crisi esistenziale di una intera generazione. (da il Messaggero)e da il Resto del Carlino:… con stile personale, concitato e spesso incisivo, e.c. cerca di tradurre in fatti ed immagini il suo particolare travaglio morale. Artista attento a recepire talune deformate manifestazioni della società contemporanea, riesce non di rado a sintetizzare le stonature e le contraddizioni, auspicando indirettamente un forse utopistico impegno della poesia, al fine di restituire i suoi autentici valori. ……”free verse”. Ognuno ha un suo profondo significato sul quale prende il sopravvento l’evasione del pensiero che – mescolandosi con la società attuale – trova rifugio in una drammatica alienazione….

Ora, dopo diverse pause “sabbatiche” ho ricominciato a scrivere e qui di seguito pubblico alcuni miei “vecchi e nuovi” componimenti.

AngosciaAcidula voce di tartarugain letargo ed io alzerò la voce, un grido alla luna,nuvola celeste di rugiadaper il campanile del povero prete in delirioe vedi la mamma piangeretristi lacrime di pinoper il figlio perito, ed io alzerò la voce per chiedere aiuto, per chiedere clemenza,e griderò alla luna per l’assassinio di un Dio utopista,ovvero l’albero alla stagione del piantonella scala mobile d’un pompierealto di fuoco di tragediaper non capire l’amico pazzo e malatoin mezzo al bosco popolato di fantasmiper la gloria di un poveroinerte stelo di garofano dipinto.

solo ricordi:cacciatore di anime e vita,donna grassa e un vecchio dormiente. Pazzo?Civetta e usignoloed ora nella nebbia il silenzio è alienazione.Vicino al muroho incontrato ancheun piccolo cane ed un cieco.Anche il cane è cieco.

Poi dopo la crisi venne la primaveraLa nebbia è così fitta, ora,che ho creduto prudente camminarevicino al muro.Difronte i fari delle automobilispingono avanti una luce;si riesce a vedere solo poche cose:due bare e dodici persone.La gente cammina accanto alle bare,odo il rumore dei passi e a volteil brusio di parole sommesse, non vedo nessuno;

Tu, bellaCruenta, umana convinzionenell’ambito del giudicareed il vivere giornalmentecon il sapore dei vicolifogli sgualciti di fotoromanzi,flacidi muscoli, denti corrosivinella cornea dell’orgoglio.Tu bellacominciasti col corpo sdraiata su una grossa elica d’aereo.

segue

Quando le parole si intrecciano con le immagini, la poesia è quadro, è visiva, è .... forse ....

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