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pg 1 su di me

Il corpo Nel rauco sentiero della via Lattea delirante connessione di violini – spore veleggianti nell’agonia di cenere –Le macchine(accidenti) sfrecciano su rotaieavide, rabbiose di carnee nel terreno molle e vischiosorotea la femmina fra piume e bracieri: scaglia il corpo di vanga viscerosa mentre rubinetti scatenano rancidi gargarismi al pubblico falciato dai mass-mediae nelle scabre fenditure del ventrele vibrazioni suonano estranee al meeting del dna,estranee sino allo spasimo (sfarzi di luce) – guizzare di molluschi – e sangue bluastro (credo di bue) veniva offerto ai bimbi di San Francisco – il sacrificio sapeva di orzo e fieno –Nella butterata visione d’universol’Appennino si rispecchianei nostri azzurri–corpi–avvinghiatiminacciando l’ulcera e l’ulivo;ulivo amalgama il corpo-terracon sottili impulsi d’acciaioe l’odore corre su blocchi di plastilina fra piaghe e linfe silenziosein una mescolanza di turgidi occhi.

Scivola sull’oceano latte di negraScivola sull’oceano latte di negra idolo viscerale nel sopravvenire di altre civiltà. Lo spazio è aperto. Rumore inevitabile – conchiglia – – tumoli canonici –L’uomo era fermo da gran tempocon le membra sollevate – pareti linde, sorrisi malaticci senza ossa molliccio(qui la vita è smaccatamente larga di batrace) muliebre il canto l’elegia alla vita e tra i pini la malinconia di un bimbo diventa bestia e, in quelle sere, gli occhi pallidi, attenti al mestruo. Ciaikovskij come sottofondo....

Nell’aspro richiamo del corpoSu queste macerie d’incontrisegni di lotte furiose,la bara e la realtà si uniscono:quasi una lettera zincatae tranquillamente si dorme – senza pagare –al dormitorio pubblico gratuito pure l’odore astioso dei denti, sudore di pelle, sporca d’acqua solfurea;impressioni d’entusiasmo e cimici,un narcotico vicino alla voce,quasi un flautoed al mattino ancora abbracciatinella kermesse dell’amorein quel renoso solco

(il rivolo attorno alle labbra, linfoide in ogni situazione – sapevano di sulfamidici –)e le vene, un tempo sensuali, ora violente,tormentate dal sanguenell’aspro richiamo amoroso dei gattifintanto che la vanganon ha scolpito figure di mani.Fiori guasti e Cristo al colloal polso un Longinese nella smorfiail dolore crocifissoriempie il corpo di cancrocome vento torbido.

TensioneIl freddo golgotasapeva di tanfo,di stellerabbiose,di Cristocrocifissoe l’incontro con l’animafu l’onirico rapportocon la terra.

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